Fondata da Alessandro Magno tra il 332 e il 331 a.C., Alessandria d’Egitto è stata per secoli un centro pulsante di cultura, conoscenza e scambi commerciali. La città ospitava monumenti simbolo del mondo ellenistico, come il celebre Faro, una delle Sette Meraviglie del mondo antico, e la leggendaria Biblioteca di Alessandria, la cui perdita è avvolta nel mistero.
Oggi, però, la città si trova a fronteggiare un nuovo pericolo: il cambiamento climatico, con le sue conseguenze, minacciano la conservazione del patrimonio custodito nel Museo delle Belle Arti di Alessandria (AMFA). Diversi sono gli agenti che accelerano il deterioramento delle opere, ma quali sono i principali rischi e in che modo si possono mitigare?
La minaccia climatica
Le analisi condotte nell’AMFA hanno rilevato molteplici agenti di deterioramento che minacciano le opere. Tra questi:
- Le fluttuazioni di temperatura e umidità relativa;
- L’inquinamento atmosferico;
- L’illuminazione e raggi UV.
Questi agenti, spesso legati alla crisi climatica in atto, rappresentano un rischio per tutte le collezioni culturali dei Paesi del Mediterraneo, con effetti cumulativi specifici per ciascuna area. Alessandria, in particolare, presenta estati molto calde e secche e inverni umidi, fenomeni che si stanno acuendo con il cambiamento climatico.
Fluttuazioni di temperatura e umidità relativa
Durante un anno di monitoraggio all’interno dell’AMFA, è stata rilevata una variazione significativa della temperatura tra 16,41–28,76 °C e dell’umidità relativa tra il 45,9% e l’83,78%. Queste fluttuazioni grandi e repentine possono causare danni meccanici ai materiali sensibili, come deformazioni, rotture e disgregazione delle superfici. I materiali igroscopici, in particolare, subiscono variazioni di volume, assorbendo o rilasciando umidità in funzione dell’ambiente circostante. Inoltre, i livelli elevati di umidità favoriscono la formazione di muffe e infestazioni di insetti, aumentando il rischio per le opere.
Inquinamento atmosferico e scarsa ventilazione
L’AMFA si trova in una zona con elevato traffico urbano e presenta problemi di ventilazione: l’aria all’interno dell’edificio è naturalmente aerata solo dalla porta principale, poiché non vi sono finestre. Questa configurazione aumenta l’accumulo di polvere, umidità e sostanze inquinanti.
Le analisi dei livelli di NO2 e O3 indicano una forte influenza dell’inquinamento esterno, mentre le concentrazioni di acido acetico e formico, provenienti da materiali interni, rappresentano un rischio sia per la salute del personale e dei visitatori sia per le opere in cellulosa e pigmenti sensibili agli acidi.
Digitalizzazione e possibili soluzioni
L’Internet of Things (IoT) sta trasformando il modo in cui preserviamo e valorizziamo il patrimonio culturale, offrendo strumenti avanzati per la conservazione preventiva. Grazie alla combinazione di sensori intelligenti, monitoraggio continuo e analisi dei dati, l’IoT permette di intervenire in modo mirato e tempestivo sui rischi che minacciano i beni culturali.
Come l’IoT può aiutare l’AMFA:
- Monitoraggio continuo: sensori ambientali possono rilevare in tempo reale variazioni di temperatura, umidità, concentrazioni di inquinanti e vibrazioni strutturali, consentendo di prevenire danni prima che diventino irreversibili.
- Manutenzione predittiva: i dati raccolti permettono di prevedere i potenziali problemi e programmare interventi di manutenzione mirati, riducendo i costi e ottimizzando le risorse.
- Decision-Making supportato da machine learning: le tecniche di apprendimento automatico consentono di analizzare grandi quantità di dati e di suggerire le migliori strategie di conservazione basate su scenari predittivi.
La digitalizzazione non solo supporta la conservazione preventiva, ma offre anche nuove opportunità per valorizzare il patrimonio culturale. L’espansione virtuale di musei, archivi e biblioteche permette di:
- Creare Digital Twins: repliche digitali che consentono di simulare condizioni ambientali e pianificare interventi conservativi.
- Migliorare l’accessibilità: esperienze virtuali e tour digitali possono ridurre i rischi legati a sovraffollamento, vandalismo e furto.
- Ottimizzare l’uso energetico: sistemi automatizzati possono ridurre l’esposizione delle opere alla luce e controllare il microclima interno.
Proteggere il patrimonio culturale di Alessandria e affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico richiede un approccio olistico che combini innovazione tecnologica e ricerca scientifica.
L’implementazione di tecnologie IoT, sistemi di monitoraggio avanzati e creazione di piani di conservazione preventiva adattati al contesto locale, supportati da dati e analisi predittive, è cruciale per preservare il patrimonio culturale mediterraneo a lungo termine.
Fonte: Case study of the museum of fine arts in Alexandria (Egypt)
