Rischi e Azioni per il Patrimonio Culturale

Giugno 2025

La protezione del patrimonio culturale richiede una gestione attenta e strategica per prevenire o minimizzare i rischi che potrebbero comprometterne la conservazione. Il Risk Management per il patrimonio culturale è un processo che comprende diverse fasi, dall’identificazione dei rischi alla scelta delle migliori strategie per mitigarli e monitorarli nel tempo.

Risk Management e Risk Assessment

Spesso si confondono i concetti di Risk Management e Risk Assessment, ma si tratta di due elementi distinti e complementari:

  • Risk Management: il processo globale di gestione dei rischi, che include la valutazione, la mitigazione, la pianificazione delle emergenze e il monitoraggio continuo.
  • Risk Assessment: una fase interna al Risk Management che si occupa di rilevare e stimare le probabilità di accadimento di un rischio e i danni potenziali. In questa fase è cruciale l’identificazione di tutte le possibili fonti di rischio valutando in maniera progressiva l’ambiente, la struttura, le caratteristiche della collezione.

Danni e Agenti di Deterioramento: analisi complessa

Il deterioramento di un bene culturale spesso non è causato da un unico fattore, ma dall’interazione di più agenti. Riconoscere le cause di un danno è fondamentale per intervenire in modo efficace, soprattutto per effettuare un calcolo del rischio.

La definizione di rischio, infatti, non prende in considerazione solamente l’impatto dell’evento e la gravità dei danni provocati, ma anche la probabilità del verificarsi dell’evento.

RISCHIO = PROBABILITÀ X IMPATTO

Questo è uno dei motivi per cui possiamo parlare di diverse classificazioni di rischio. L’ultima fase della valutazione dei rischi, infatti, mostra come il risk manager debba decidere quelli che sono i rischi accettabili per le istituzioni, e differenziarli da quelli che non accettabili, ovvero da risolvere. Accettare un rischio non significa non considerarlo ma solamente non attuare alcuna azione contro di questo.

Un’altra classificazione del rischio si basa sulla frequenza di accadimento:

  • Rischi Rari: accadono meno di una volta ogni 100 anni (es. grandi terremoti, incendi devastanti).
  • Rischi Comuni: si verificano più volte in un secolo (es. perdite d’acqua, piccoli incendi o furti minori).
  • Rischi Cumulativi: hanno effetti progressivi nel tempo (es. scolorimento, corrosione, deterioramento dei materiali).

I rischi non accettabili e le azioni fondamentali.

Come anticipatamente preannunciato se le istituzioni accettano il rischio queste non intraprendono alcuna azione contro di questo, ma nel caso in cui decidessero che il rischio non è accettabile allora sono molteplici le strade da perseguire:

  1. Eliminare il Rischio: l’eliminazione completa del rischio è possibile quando si agisce direttamente sulla sua origine. Ad esempio, un museo che decide di non affittare le proprie sale per eventi privati elimina i rischi legati al sovraffollamento, ai danni accidentali o ai furti.
  2. Si può sempre eliminare un rischio? Non sempre. Quando ciò non è possibile, entrano in gioco strategie alternative.
  3. Bloccare il Rischio: in assenza di eliminazione, è possibile bloccare l’agente di deterioramento adottando misure protettive. Ad esempio, l’uso di vetrine protegge le opere d’arte da polvere, umidità o contatti accidentali.
  4. Monitorare gli Agenti di Deterioramento: il monitoraggio continuo consente di rilevare segnali di rischio e intervenire tempestivamente. Sensori di temperatura, umidità e inquinanti sono strumenti essenziali per ottimizzare la prevenzione.
  5. Rispondere a un’Emergenza: se un rischio si concretizza, il personale deve essere pronto a reagire rapidamente. Il Piano di Sicurezza ed Emergenza Museale (PSEM) definisce le procedure operative per mettere in sicurezza le opere durante un’emergenza.
  6. Ripristinare la Situazione di Normalità: dopo l’emergenza, è necessario ripristinare le condizioni di conservazione ottimali per le opere danneggiate e rivedere le strategie preventive per evitare future ricorrenze.
“Prevenire è meglio che curare”

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